Lo yoga delle mani, I parte

di Anna Fraddosio Commenta

MudraSpesso, nella vita di tutti i giorni, usiamo inconsapevolmente le nostre mani facendo gesti e posizioni che al momento sembrano ovvie e senza un significato particolare; prendiamo ad esempio la stretta di mano quando si firma un patto, o l’unire le mani facendo toccare solo le punte delle dita, quando si sta pensando o si vuole formare una frase che al momento non ci viene, o il congiungere le mani come atto di preghiera, o anche portare le mani al cielo come segno di evocazione del divino.

Tutti questi atti, tutti questi gesti hanno un nome con il quale definirli: Mudra. Quindi cos’è un mudra? Il mudra è un insieme di gesti, posizioni delle mani, che formano un sigillo, questo sigillo apre alla consapevolezza del Sé, attivando non solo i centri energetici ma influenzandoci anche a livello fisico e mentale. In altre parole i mudra impegnano alcune zone del cervello e dello spirito, esercitando una specifica influenza su di esse, che portano benefici quindi alla mente, al corpo e allo spirito.

Quindi per influenzare corpo e mente, basterebbe piegare, incrociare, allungare e toccare le dita con le altre dita, esattamente è uno yoga, che invece di impiegare tutto il corpo, impiega solo le mani; a proposito di questo, Lothar- Rudiger Lutge, esperto della kundalini, spiega:

“ A questo proposito, il Kundalini Yoga considera ogni area della mano come una zona di riflesso di una parte associata del corpo e del cervello. Possiamo dunque considerare le mani come uno specchio del nostro corpo e della nostra mente”.

I mudra sono gesti che ci ricollegano al divino, così come lo è lo l’Hatha Yoga, ogni mudra crea una specie di collegamento con la consapevolezza cosmica, ad esempio esiste un mudra, che chi pratica meditazione, molto spesso utilizza anche inconsapevolmente, ed è il Chin mudra; l’unione del pollice e dell’indice. Il pollice rappresenta il Divino o coscienza cosmica, invece, l’indice simboleggia la coscienza individuale cioè l’uomo; insieme, quindi, queste due dita esprimono il desiderio e l’aspirazione umana di unirsi e comunicare con il divino.
Inoltre queste due dita, appartengono, secondo l’ideologia cinese, entrambi all’elemento metallo, materiale “conduttore” per eccellenza, che ha in se il potere di ispirazione e intuizione. Il dito indice rappresenta l’ispirazione, l’energia che viene dall’esterno, mentre il pollice l’intuizione, e cioè l’energia interiore; quindi nel praticare il “Chin mudra” non facciamo altro che cercare di collegare il microcosmo con il macrocosmo.

Continua…

Fonte: Mudra. Lo yoga delle mani di Gertrud Hirschi

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