La Dea buddista Tara

di Anna Fraddosio Commenta

Nella tradizione buddista esistono varie personificazioni del Buddha, ogni personificazione rappresenta un tratto caratteriale, una sfaccettatura dell’uomo, che esso sia donna o uomo; oggi insieme conosceremo la Dea che fu dapprima la principessa della Saggezza di Luna e che poi divenne Tara; madre di tutti i Buddha.

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Tara ha origini induiste, venne poi, come molte divinità assimilata nel buddismo, come energia femminile creatrice e protettrice di tutti gli esseri viventi, ciò che noi praticamente definiamo come Madre Terra. Da qui Tara prese diverse forme per spiegare ogni sfaccettatura e divenne; Tara Verde, Tara Grande e Tara Bianca. La Tara Verde rappresentava in se la natura; la Tara Grande è la creatrice e madre suprema di tutti i Buddha e i bodhisattva; la Tara Bianca è l’energia più compassionevole.

Ma Tara ha molte altre sfaccettature, può essere la dea compassionevole, la dea amabile, ma può trasformarsi anche in una dea temibile, dall’energia potente e distruttrice, tale manifestazione viene riconosciuta con il nome di Bhrkuti, una divinità che in sé ha tutte l’irritabilità della donna.
Tara governa tutto il mondo: il cielo e la terra, la nascita, la morte e la rigenerazione, l’amore e la guerra, le stagioni fredde e quelle calde, i cicli lunari e il ciclo della vita, ella è in tutte le cose. Tara è quella che crea e distrugge per ricreare, la natura è la sua rappresentazione.

Tara viene associata e rappresentata da tantissime altre culture antiche, ognuna di queste culture ha una rappresentazione propria di Tara che viene poi chiamata diversamente per ogni popolo, per il popolo dell’America del sud ad esempio è la Dea Tarahumara; per il popolo babilonese è la Dea Ishtar; per il popolo giapponese è Guan Shi Yin; per i celti è la Dea Morrigan, dea della guerra, madre terra, e intermediario tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

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